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Giovanni da Procida, un filo imperiale assurto a eroe risorgimentale

Giovanni da Procida (Salemo, 1210- Roma, 1298) fu prestigioso esponente della Scuola medica salernitana. In Instaurò uno stretto legame con la dinastia sveva, cominciato con Federico II, che lo volle come medico personale, e proseguito con suo figlio Manfredi, di cui fu precettore e consigliere. Abile diplomatico, affiancò la vita politica agli studi scientifici e fu sempre grande sostenitore della causa imperiale. Dopo la sconfitta subita a Benevento (1266) da Manfredi ad opera di Carlo I d’Angiò cercò di favorire il ritorno degli Svevi nell’Italia meridionale. Per questo si rifugiò alla corte Aragonese dove viveva Costanza, figlia di Manfredi, in modo da poter ordire le sue trame contro gli angioini.
La figura di Giovanni da Procida ottenne grande fama in epoca risorgimentale, giacché i patrioti vedevano in lui un precursore della lotta per giungere all’unificazione e all’indipendenza dell’Italia. Perciò divenne personaggio protagonista in novelle, opere teatrali e liriche tra cui I Vespri siciliani di Giuseppe Verdi

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