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E’ russo il falso dei Protocolli dei savi di Sion

I protocolli dei savi di Sion, il falso documento di stampo antisemita che da oltre un secolo produce nefaste conseguenze, venne prodotto dai servizi segreti russi. All’inizio del XX° secolo, la polizia segreta della Russia zarista, nota con il nome di Okhrana, sopratutto dopo l’assassinio dello Zar Alessandro II cercò di screditare i riformatori liberali che guadagnavano terreno tra le minoranze, sopratutto tra gli ebrei. Ed ecco che un agente dell’Okhrana a Parigi, Matvei Golovinski, per adempiere alla missione affidatagli scrisse per il quotidiano Le Figaro, una serie di articoli con lo scopo di diffamare gli ebrei, in un periodo in cui la Francia era scossa dal caso Dreyfus.
Successivamente ispirandosi ai testi antisemiti del francese Maurice Joly, Golovinski redasse la prima edizione dei “Protocolli”, immediatamente tradotti in russo e pubblicati a puntate nel 1903 in un quotidiano di San Pietroburgo. I 24 Protocolli descrivevano un piano, casualmente scoperto,  organizzato dagli Anziani di Sion che trasmettevano in segreto alle giovani generazioni di ebrei le istruzioni su come creare un nuovo ordine mondiale, basato sul controllo delle finanza mondiale e la manipolazione delle masse. I protocolli contribuirono alla diffusione dell’idea che esistesse una cospirazione internazionale, fondata sull’alleanza tra l’ebraismo e la massoneria ( il complotto giudaico-massonico). Nonostante nel 1921 una serie di Articoli sul Times e la sentenza del tribuanel di Berna abbiano testimoniato la falsità del documento, I Protocolli oggi continuano a venire diffusi ( l’organizzazione Hamas li cita all’articolo 32 del suo Statuto) e spacciati come autentici nei circoli antisemiti.

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